Il gioco in sè non è malato, lo è invece l'azzardo - Intervista a Marco Volante

Pubblichiamo l'intervista a Marco Volante, psicologo e responsabile della progettazione di Lega Consumatori Lazio, sul sito ufficiale del progetto "Non ti azzardare!".

Non parliamo di ludopatia, ma di GAP, ossia di Gioco d’Azzardo Patologico, perché «il gioco in sé non è malato, lo è invece l’azzardo che crea una malattia che è anche una piaga sociale» ci spiega Marco Volante, psicologo e responsabile della progettazione di Lega Consumatori Lazio, sostenitrice della campagna NON TI AZZARDARE. «Abbiamo deciso di collaborare con voi perché affrontate un tema a noi molto caro e di cui vediamo le drammatiche conseguenze nella società, anzitutto attraverso i nostri sportelli di aiuto alle persone sovra-indebitate. Quando andiamo a fondo sulle cause di morosità nei pagamenti delle bollette e simili, spesso c’è dietro il gioco d’azzardo. Inoltre personalmente trovo interessante la vostra proposta del gioco degli scacchi, perché richiede strategia, riflessione e la necessità di prendersi del tempo. Inoltre le pedine di cioccolato, amato dai bambini, consente di avvicinare al gioco sano i più piccoli. È dunque una iniziativa anche educativa».

Quanto c’è bisogno di educazione, oggi, in tema di azzardo?
Moltissimo. La piaga dell’azzardo, e del GAP che ne consegue e che costituisce un allarme in particolare per i giovani e i giovanissimi, affonda le sue radici in un male interiore individuale e collettivo, come per tutte le dipendenze. La compulsività a ripetere che dà un appagamento immediato nel gioco patologico presto si slega dal desiderio del guadagno facile. Si tratta piuttosto dell’esigenza di un piacere immediato. Quindi la domanda che ci dobbiamo porre è anzitutto culturale.

Cioè?
Cosa manca all’uomo d’oggi? Di cosa ha veramente bisogno? Su cosa poggia per costruire la propria vita e il proprio futuro?

Per i giovani, in particolare, come si articola una possibile risposta?
I giovani vogliono buttarsi nel mondo, ma per fare questo hanno bisogno di una guida che li accompagni nell’affrontare il cambiamento. Nella società liquida in cui viviamo la frantumazione che sostanzia la nostra vita diventa incertezza.

In questo gap nasce dunque il Gioco d’Azzardo Patologico?
Sì, in quanto la compulsività tipica del GAP si innesca proprio quando si avverte la mancanza di qualcosa di importante.

Dove vede delle risposte in atto?
Nel territorio sicuramente, anche se è frammentato, senza una guida. La collaborazione c’è quando le persone si sentono accolte, allora si fanno aiutare

 

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