Contratti con firme false, informazioni ingannevoli e ostacoli al diritto di recesso: multa da 1,6 mln per le aziende di servizi energetici Iren, Estra ed Enegan

Dopo le multe emesse nel 2015 nei confronti di ENEL Energia, ENI, ACEA Energia, HeraComm, GdF Suez (ora Engie), Beetwin (ora Geko) e Green Network,  un nuovo importante giro di vite da parte dell’Authority per combattere, a tutela dei consumatori, il fenomeno dei contratti non richiesti per la fornitura di servizi energetici

 

“Sfruttavano il contesto di razionalità limitata e asimmetria informativa dei consumatori permettendo la conclusione di contratti e l’attivazione di forniture non richieste di elettricità e/o gas”. Sono solo alcune motivazioni con cui l’Autorità Antitrust ha provveduto a sanzionare nei giorni scorsi le società Iren, Estra ed Enegan, colpevoli di aver stipulato con la tecnica del porta a porta e della vendita telefonica numerose attivazioni non richieste sia di luce che di gas.

Dopo le multe emesse nel 2015 nei confronti di ENEL Energia, ENI, ACEA Energia, HeraComm, GdF Suez (ora Engie), Beetwin (ora Geko) e Green Network, ecco dunque un nuovo importante giro di vite da parte dell’Authority per combattere, a tutela dei consumatori, il fenomeno dei contratti non richiesti per la fornitura di servizi energetici.

In totale le multe comminate alle tre società hanno raggiunto la cifra di 1,6 milioni di euro: 830mila euro per Iren Energia, 500mila euro per Estra Energie ed Estra Elettricità, 280mila euro per Enegan. Una cifra importante, dunque, che poteva addirittura essere più alta se le aziende in questione non avessero collaborato nel corso delle indagini e soprattutto non si fossero impegnate ad attuare, da ora in poi, una serie di misure per controllare ed evitare comportamenti scorretti.

Sono diverse, comunque, le condotte irregolari contestate alle tre aziende: l’inserimento di informazioni ingannevoli o di ostacoli al diritto di recesso, la stipula di contratti con la totale assenza del consenso da parte del consumatore, in alcuni casi addirittura è stata riscontrata la falsificazione delle firme apposte.

Per quanto riguarda le vendite effettuate tramite il teleselling, l’Antitrust ha evidenziato inoltre il mancato rispetto nelle procedure dalla Consumer Rights Directive (recepita dal D.Lgs. 21/2014) a tutela dei consumatori. In particolare, le vendite sono state portate a termine senza la possibilità di scegliere esplicitamente le modalità di conferma della conclusione del contratto in alternativa alla forma scritta, la sistematica messa a disposizione del supporto durevole contenente la registrazione delle telefonate di conclusione e di conferma del contratto prima che sorga il vincolo contrattuale, la conferma delle condizioni contrattuali da parte del professionista.

Come detto in precedenza, va comunque sottolineato l’atteggiamento collaborativo delle società coinvolte nell’indagine: Iren Energia e le società Estra non chiederanno più il pagamento delle forniture non richieste, mentre Enegan ha introdotto un più adeguato sistema di sanzione dei comportamenti scorretti degli agenti e interrotto l’acquisizione nel canale teleselling.