Diritto di accesso agli atti: importanti novità e cambiamenti.

Comunicato n°58                                                                                           

 

Roma, 28/01/2016                                                                                                                                      

 

 

 

 

 

Il cittadino ha il diritto di “prendere visione ed estrarre copia” di tutti i documenti amministrativi che possono riguardarlo, non solo documenti cartacei ma anche di altra specie (rappresentazioni grafiche, foto cinematografiche, elettromagnetiche)  in mano alle Pubbliche Amministrazioni e di interesse pubblico. E’ proprio sull’interesse del privato, a richiedere e ottenere dati e notizie dalle pubbliche amministrazioni, che si basa il cambiamento in atto. Cambiamento che sembrerebbe orientato in positivo in quanto si presume sempre esistente, ovvero non sarà più necessario esibire una motivazione, delle ragioni specifiche nell’istanza di accesso. Al contrario sarà la P.A. a dover dimostrare quali siano i propri interessi ad ostacolare l’accesso agli atti da parte del cittadino. E quali sono questi propri interessi? Uno su tutti la riservatezza nei confronti dello Stato (esigenze di pubblica sicurezza, relazioni internazionali, dati inerenti la stabilità finanziaria) ; la riservatezza nei confronti dei privati (dati personali relativi alla famiglia per esempio o ancora più intimi legati alla condizione di salute, oppure quelli inerenti agli interessi economici e commerciali come per esempio dati che possano riguardare brevetti e invenzioni). Per poter accedere, presenti queste condizioni ostacolanti, bisogna che il cittadino debba dimostrare un interesse superiore a quello della mera conoscenza delle sole informazioni. Maggiore agilità anche dal punto di vista della procedura. Sarà possibile fare richiesta di istanza tramite canali internet attraverso link dedicati. Se l’istanza di accesso subisce ritardi o è respinta si può informare l’Autorità anticorruzione e fare ricorso ( al costo di euro 300 al TAR entro 30 giorni) con sentenze molte più celeri in quanto è prevista la forma semplificata. In caso di ritardo è previsto un indennizzo pari a €30 per ogni giorno successivo al trentesimo di scadenza.

Per maggiori informazioni e, in attesa che il Governo approvi in via definitiva le modifiche in tal senso, contattateci!

 

 

Ufficio Stampa Lega Consumatori Lazio

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