Equitalia: i conti non tornano.

Comunicato n°60                                                                                         

 

Roma, 12/02/2016

 


 

1058 miliardi di euro(ovvero mezzo debito pubblico):questo è il valore dei crediti non riscossi da Equitalia negli ultimi 15 anni, dal 2000 al 2015. Fenomeno definito dallo stesso amministratore delegato, Ernesto Maria Ruffini, come “una patologia estrema. Debiti fiscali derivanti da evasioni Irpef, Iva, contibuti Inps, imposte varie, tasse comunali e bollo auto. Tutte evasioni accertate e passate ad Equitalia, ma mai riscosse per tre motivi almeno: fallimento delle aziende, morte dei creditori, nullatenenti di fatto o figuranti come tali in Anegrafe tributaria. A questi motivi si possono aggiungere anche le sentenze negative e ricorsi nei confronti di Equitalia che andavano a definire “non dovuto” il credito inizialmente vantato: stiamo parlando di un 20.5 % del totale. Uno sbaglio praticamente dell’ente creditore con tutti i costi che ne derivano per ottenere alla fine nulla di fatto.

Insomma a conti fatti, l’esigenza di riscossione si limiterebbe a soli 314 miliardi ed Equitalia ce l’ha messa tutta per riottenerli, anche con azioni esecutive ma senza esito. Forse per questo motivo che Equitalia torna ad essere cattiva forzando il sistema per l’invio delle cartelle. Da un po’ di tempo a questa parte infatti, anziché arrivare la solita raccomandata (dovrebbe di regola presentarsi l’ufficiale giudiziario, ma i costi sono troppo alti) ne arriva sempre una sì, ma al cui interno c’è un avviso di questo tipo: “Caro contribuente, siccome l’ufficiale giudiziario non ti ha trovato in casa, abbiamo affisso la tua cartella nell’albo pretorio del Comune”. In questo modo Equitalia si assicura che la cartella venga notificata a prescindere.

Non sarebbe il caso di ridefinire il sistema di riscossione che non porta benefici ad entrambi le parti? Il meccanismo adesso è farraginoso e molto dispendioso e ogni volta che si mette in moto ha dei costi elevati, sia per il cittadino che per l’intera società. Legaconsumatori ha stipulato una convenzione nei confronti di Equitalia che va a limitare i costi e ad abbreviare i termini con un doppio guadagno: da una parte  il cittadino moroso può trovare un accordo (prevedendo anche la rateizzazione del debito) ed essere seguito da esperti del settore, e in caso risultasse non moroso definire la pratica in tempi brevissimi. Equitalia dal canto suo risparmierebbe inutili giudizi e costi esorbitanti da affrontare in caso di attestazione del debito o meno. Per ulteriori informazioni ed eventuali consulenze scrivere a conciliazioni@legaconsumatorilazio.it

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