L’utilizzo dell’olio di palma e i rischi per la salute.

Si parla di olio di palma e dei suoi rischi per la salute da molto tempo ormai. Molte marche si sono affrettate a specificarne l’assenza mettendo in bella vista la scritta “senza olio di palma” su confezioni di merende, biscotti, snack vari.

 

Comunicato n° 72
Roma, 27/05//2016 

Si parla di olio di palma e dei suoi rischi per la salute da molto tempo ormai. Molte marche si sono affrettate a specificarne l’assenza mettendo in bella vista la scritta “senza olio di palma” su confezioni di merende, biscotti, snack vari. La letteratura scientifica sull’argomento è molto più tecnica e cauta: la pericolosità dell’olio di palma sembrerebbe legata soprattutto alla eccessiva presenza di grassi saturi (siamo nell’ordine del 50%) e alla tossicità di alcune sostanze che si sprigionano durante il processo di raffinazione come conferma l’Efsa, acronimo di European Food Safety Authority . Così infatti si esprime anche Marco Silano, direttore del Reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità. «Queste sostanze, se eccessive, aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, perché abbassano il colesterolo buono nel sangue e aumentano il cattivo. Un processo inverso a quello attuato dai grassi polinsaturi e monoinsaturi che costituiscono l’olio extravergine d’oliva».  Ma c’è un allarmismo generale e diffuso che ne demonizza l’uso industriale. L’olio di palma infatti sembrerebbe adatto agli usi alimentari in quanto essendo quasi insapore non altera il gusto degli alimenti, è ricco di grassi saturi e soprattutto costa meno rispetto ad altri oli da alimentazione. Innegabili risultano essere però i rischi per l’ambiente. Proprio per il suo largo impiego alimentare l’importazione è aumentata del 19% negli ultimi anni (dati Coldiretti), suscitando un allarme ambientale: nel solo Sudest asiatico (in particolare in Indonesia e Malesia), 250.000 chilometri quadrati di ecosistema sono stati dati alle fiamme e trasformati in piantagioni di palme. Le conseguenze sono tutte connesse con la distruzione dell’habitat di numerose specie vegetali e animali, come l’orango, abbattendo le foreste tropicali per far spazio alle nuove piantagioni di monocoltura di palme; l’impennata dei gas serra; lo stravolgimento dell’assetto idrogeologico. Forse proprio per questi motivi ambientali si critica l’olio calcando la mano sui motivi nutrizionali. Rimane il fatto che una concentrazione così elevata di grassi saturi non si consiglia ad un adulto, figuriamoci ad un bambino o peggio ad un neonato. Non tutti sanno infatti che l’olio di palma è presente anche nel latte artificiale che si somministra ai neonati. Non tutte le aziende lo hanno tolto dai loro ingredienti anzi, per alcune aziende è addirittura il secondo ingrediente dopo il principale. Per conoscere i prodotti che utilizzano olio di palma nel latte artificiale clicca qui; per sapere i pochi prodotti che invece non lo utilizzano clicca qui. 

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