La regolamentazione in materia di etichettatura dei prodotti agro-alimentari

L’etichetta è lo strumento attraverso cui si presenta un prodotto al consumatore perchè possa trovarvi le indicazioni necessarie per esercitare le proprie scelte d’acquisto.

Le informazioni ottenute sono da ritenere economicamente sensibili e quindi anche suscettibili di causare conflitti di interesse tra produttori e consumatori. Per questo motivo l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari sono regolate da un sistema normativo le cui fonti primarie, data la presenza di un mercato unico, sono per forza costituite da direttive e regolamenti comunitari.

Pur essendo un quadro particolarmente articolato, l’insieme delle norme vigenti interviene su molte problematiche specifiche e comunque con pochi riferimenti di carattere generale. Il principale è che qualsiasi regolamentazione in materia di etichettatura dei prodotti agroalimentari deve essere, in primo luogo, fondata sulla necessità di informare e tutelare i consumatori e, in secondo, sulla necessità di evitare ostacoli alla libera circolazione delle merci.

In particolare nell’etichettatura, nella presentazione e nella pubblicità dei prodotti alimentari è sempre espressamente vietato:

  • Utilizzare termini o messaggi ingannevoli riguardo al effettive caratteristiche dei prodotti o che possano interferire sui comportamenti economici del consumatore pregiudicandone la sua libertà di scelta;
  • Attribuire ai prodotti proprietà che non hanno o suggerire che sono in possesso di caratteristiche particolari rispetto a prodotti analoghi;
  • Attribuire agli alimenti un qualsivoglia potere curativo.

Il quadro normativo di riferimento in materia di etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari deriva dalle direttive 89/395 e 89/396 che sono state recepite in Italia dal Decreto Legislativo 181/2003 di recepimento della già menzionata direttiva 2000/13.

Sempre in riferimento alle norme di carattere generale è importante ricordare il Decreto Legislativo 146/2007 di attuazione della direttiva 2005/29 relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno. Che, tra l’altro, equipara l’omissione di una informazione rilevante ai fini dell’acquisto, alla presentazione non chiara, ambigua o intempestiva dell’informazione stessa. Questi elementi sono molto importanti per ciò che riguarda l’indicazione in etichetta dell’origine dei prodotti alimentari.

I prodotti alimentari destinati ad un’alimentazione particolare, cioè destinati a determinate categorie di persone, tra cui quelle con specifici problemi di salute, oppure che hanno bisogno di particolari attenzioni come ad esempio i neonati e i bambini piccoli, in Italia sono regolamentati dal decreto legislativo 111/1992 che applica la direttiva 398/89.

Proprio riguardo le informazioni nutrizionali è stato emanato il decreto legislativo 77/93 in attuazione della direttiva 90/496, relativamente al contenuto di energia e ai principali elementi nutritivi ( proteine, grassi, carboidrati, fibra, vitamine e sali minerali).

Le norme in materia di etichettatura nutrizionale sono state poi integrate dalla già menzionata direttiva 2000/13 e quindi anche ricomprese nelle relative norme nazionali di attuazione. Le informazioni nutrizionali sono obbligatorie quando in etichetta compare la descrizione o il messaggio pubblicitario relativo a particolari caratteristiche del prodotto.

Per esempio, se si dichiara che il prodotto contiene una particolare qualità di un determinato nutriente, in etichetta devono essere obbligatoriamente riportate le informazioni nutrizionali che specificano i nutrienti e la quantità contenuta.

La normativa in materia nutrizionale è stata ripetutamente aggiornata ed integrata in riferimento ad aspetti sia specifici che generali.

In particolare:

  • Gli aspetti specifici hanno riguardato l’indicazione degli ingredienti e delle sostanze allergeniche sulla quale è intervenuta, prima, la direttiva 2003/89 e poi la 2004/77 e 2005/63, tutte recepite dal decreto legislativo 114/2006
  • Quelli di carattere generale hanno, invece, riguardato le disposizioni indicate nel regolamento 1924/2006 che definisce quali indicazioni nutrizionali possono essere riportate in etichetta nelle presentazioni e nella pubblicità.

Infine, con il Regolamento 1169/2011 è stato operato un complesso riassetto della normativa previgente e vengono consolidate in un unico testo le precedenti norme di carattere generale sulla pubblicità, sull’etichettatura, sull’indicazione degli allergeni e sull’etichettatura nutrizionale.

A partire dal 13 dicembre 2014 sono infatti state abrogate sei direttive ed un regolamento, nonché modificati il regolamento (CE) n. 1924/2006, relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari ed il regolamento (CE) n. 1925/2006, sull’aggiunta di vitamine e minerali e di talune altre sostanze agli alimenti.

LA SINTESI DELLE PRINCIPALI NOVITA’ DEL REGOLAMENTO

a) Leggibilità delle informazioni obbligatorie: al fine di migliorare la leggibilità delle informazioni fornite nelle etichette, viene stabilita una dimensione minima dei caratteri per le informazioni obbligatorie, fissata in 1,2 mm (eccetto imballaggi o contenitori la cui superficie maggiore è < 80 cm2 la dimensione dei caratteri è pari o superiore a 0,9 mm);

b) Soggetto responsabile: viene individuato l’operatore responsabile della presenza e della correttezza delle informazioni sugli alimenti, cioè l’operatore con il cui nome o ragione sociale il prodotto è commercializzato, o, se tale operatore non è stabilito nell’Unione, l’importatore nel mercato dell’Unione;

c)modalità di indicazione degli allergeni – elencati nell’allegato II del Reg. (UE) 1169/2011:

qualsiasi ingrediente o coadiuvante che provochi allergie o intolleranze deve figurare nell’elenco degli ingredienti con un riferimento chiaro alla denominazione della sostanza definita come allergene. Inoltre l’allergene deve essere evidenziato attraverso un tipo di carattere chiaramente distinto dagli altri, per dimensioni, stile o colore di sfondo;

d) Prodotti alimentari non preimballati (sfusi) : anche per i prodotti alimentari venduti nel commercio al dettaglio e nei punti di ristoro collettivo occorre riportare le indicazioni sugli ingredienti allergenici;

e) Acquisti online: qualora il prodotto alimentare sia venduto a distanza, la maggior parte delle informazioni obbligatorie sull’etichetta deve essere fornita prima dell’acquisto;

f) Etichetta nutrizionale: è obbligatoria a partire dal 13 dicembre 2016. La dichiarazione obbligatoria riguarda il contenuto calorico (energia), i grassi, i grassi saturi, i carboidrati con specifico riferimento agli zuccheri e il sale, espressi come quantità per 100g o per 100 ml o per porzione nel campo visivo principale (parte anteriore dell’imballaggio) mentre gli elementi nutritivi di un elenco determinato possono essere dichiarati volontariamente;

g) Indicazione di origine: obbligatoria, a partire dal 2015 per le carni fresche suine, ovine, caprine e di volatili;

h) Oli e grassi utilizzati: l’indicazione “oli vegetali” o “grassi vegetali” viene superata in quanto tra gli ingredienti si dovrà specificare quale tipo di olio o di grasso è stato utilizzato;

i) Altre prescrizioni: per prodotti scongelati, tagli di carne o pesce combinati ed ingredienti sostitutivi

j) Nanomateriali: la lista di eventuali nanomateriali impiegati va inserita fra gli ingredienti.

PRODOTTI ALIMENTARI NON PREIMBALLATI (SFUSI)

In riferimento al succitato punto d), tenendo ben presente che la norma si prefigge di tutelare la salute del consumatore:

  • L’operatore del settore alimentare deve dare la corretta informazione sulla presenza di allergeni al consumatore finale;
  • Il consumatore finale deve ricevere le corrette informazioni prima di acquistare i prodotti, così da poter effettuare scelte consapevoli.

Riteniamo utile riportare di seguito alcune indicazioni cautelative da suggerire alle imprese interessate:

  • Consigliare di apporre un cartello nel locale di vendita, ben visibile, con scritta una frase tipo:

Per la presenza di allergeni nei nostri prodotti si rimanda alla consultazione del libro degli ingredienti” (comunemente chiamato cartello unico)

  • Evidenziare su tale libro, all’ interno dell’ elenco degli ingredienti, l’eventuale presenza di allergeni.

Le modalità di evidenziazione specificate nel Regolamento presuppongono quanto segue: “la denominazione delle sostanze che provocano allergie e intolleranze è evidenziata attraverso un tipo di carattere chiaramente distinto dagli altri ingredienti elencati, per esempio per dimensioni, stile o colore di sfondo

  • Ricordare che tali informazioni debbono essere fornite per iscritto.

a cura di Simona Costamagna