Mobilità e ciclo dei rifiuti urbani: servizi in crisi a Roma

In diverse occasioni le Associazioni Consumatori hanno manifestato alla Sindaca Raggi e agli Assessori competenti la forte preoccupazione per le diverse criticità presenti ma le risposte ottenute sono state poco concrete e non incisive

La cronaca è ricca di circostanze ed episodi che evidenziano la crisi della mobilità e della raccolta e smaltimento dei rifiuti a Roma che non sembra possano trovare nell’immediato adeguate risposte rispetto alle cause che li hanno determinati.

Sul piano istituzionale vi è un solo committente, Roma Capitale (ad eccezione del caso delle Ferrovie Concesse gestite da ATAC di competenza regionale) che ha affidato direttamente la gestione dei suddetti servizi ad ATAC (per la mobilità cittadina) e ad AMA (per il ciclo dei rifiuti urbani) mediante specifici Contratti di Servizio.

Il Comune di Roma è unico azionista di ambedue le Aziende e ne designa i rispettivi Amministratori.

I servizi erogati alla cittadinanza, soprattutto negli ultimi anni, si sono progressivamente deteriorati e le gestioni delle Aziende in questione, anche per motivi non strettamente connessi a scelte di natura operativa, sono andate in crisi.

Per ATAC è stata avviata una procedura giudiziale di concordato preventivo con i propri creditori che ha avuto esito positivo, pur se ancora non formalmente archiviata, consentendo all’Azienda di evitare il fallimento pur mantenendo nei confronti dei creditori oneri economici pluriennali per rimborsare i debiti maturati.    

AMA e Roma Capitale sono in aperto contrasto fra loro, per il mancato rispetto del Contratto di Servizio (scaduto lo scorso 31 dicembre 2018 e prorogato tecnicamente fino al 31 marzo 2019 in attesa della definizione del nuovo) denunciato dall’Amministrazione Capitolina, con il rifiuto di approvare il bilancio e il dimissionamento dei vertici aziendali che, a loro volta, rivendicano consistenti rimborsi del Comune in favore di AMA per i servizi resi.

Le Associazioni Consumatori hanno manifestato alla Sindaca Raggi e agli Assessori competenti in varie occasioni la forte preoccupazione per le criticità anzidette e riguardo alla possibilità di adottare azioni e strategie mirate al reale miglioramento della qualità dei servizi erogati a tutela e salvaguardia dei diritti dei cittadini.

Le risposte ottenute, quando ci sono state, non hanno avuto particolare incisività e concretezza, generando nuovi timori e riserve sull’evoluzione positiva della situazione in atto.

In particolare, si lamenta la totale assenza di indicazioni e di linee guida sui contenuti e sulle strategie del nuovo Contratto di Servizio fra Roma Capitale ed AMA che, in conformità alle disposizioni della legge 244/2007 e del Protocollo di intesa del 13 aprile 2015, applicativo di questa norma, dovrebbero essere discussi e condivisi con le Associazioni Consumatori per quanto attiene la qualità dei servizi da erogare e sugli impegni da assumere nei confronti dei cittadini (Carta dei servizi).

A tutt’oggi, nulla ci è dato sapere (come è emerso nell’ultima riunione tenutasi presso l’Assessorato Sviluppo Economico il 15 febbraio 2019) e la complessità della materia certamente non permetterà di concludere entro il 31 marzo 2019, l’iter di perfezionamento del richiamato Contratto di Servizio, con tutte le conseguenze del caso. Peraltro, nutriamo seri dubbi sulla legittimità di rinnovare l’affidamento diretto dei servizi in questione ad AMA, considerati gli esiti di quanto avvenuto nella vigenza del Contratto appena scaduto e perdurante una fase di contenzioso economico-finanziario fra le parti che non appare di immediata soluzione.

Sul fronte ATAC, superato lo scoglio del concordato preventivo, occorre elaborare la Carta dei Servizi 2019 che, tenuto conto delle intese raggiunte in sede di definizione della analoga Carta del 2018, dovrà prevedere, fra gli altri, specifici interventi ed impegni condivisi con le Associazioni Consumatori in materia di indicatori e standard di qualità dei servizi erogati, sistemi di monitoraggio degli stessi e l’introduzione in via sperimentale della conciliazione paritetica come strumento facoltativo di composizione delle controversie dovute a disservizi  e danni subiti dagli utilizzatori dei servizi. Ciò dovrebbe comportare una significativa evoluzione nei rapporti fra Committenti dei servizi di trasporto pubblico (Roma Capitale e per le Ferrovie Concesse la Regione Lazio), il Gestore degli stessi (ATAC) e i cittadini che, anche per il tramite delle Associazioni Consumatori formalmente riconosciute, collaborano per realizzare una rete di relazioni più efficiente e di migliore qualità. In tale prospettiva, le decisioni assunte dall’Amministrazione Capitolina di acquistare una prima trance di 320 bus e dalla Regione Lazio di stanziare 180 milioni di Euro in materiale rotabile da destinare alla Roma Lido non possono che essere accolte con favore.  

Molto resta da fare a cominciare dalla realizzazione e di interventi in stabilimenti ed impianti così come per il rinnovo dei rispettivi parchi mezzi che svolgono direttamente o a supporto dei servizi di ATAC ed AMA, superando l’impasse che ancora persiste e, soprattutto, formalizzando le determinazioni che l’Amministrazione Capitolina e le Aziende interessate intendono adottare per far fronte alle emergenze in atto non più oltre tollerabili.