Mutui: il panorama grigio è sintomo di inasprimento della crisi economica.

Il 21 marzo è il termine di scadenza entro il quale la direttiva europea dovrà essere recepita e tradotta in decreto legislativo. Stiamo parlando dei mutui e del pignoramento e vendita alle banche in caso di mancate rate pagate

Comunicato n°65
Roma, 10/03/2016

 

 

Il 21 marzo è il termine di scadenza entro il quale la direttiva europea dovrà essere recepita e tradotta in decreto legislativo. Stiamo parlando dei mutui e del pignoramento e vendita alle banche in caso di mancate rate pagate. Il limite non è più di 7 ma 18 rate e la valutazione dovrà effettuarla un perito indipendente, mentre il consumatore potrà essere seguito da un esperto di sua fiducia con la supervisione di Banca d’Italia. La clausola di inadempimento sarà facoltativa e non applicabile ai contratti in essere. La banca potrà trattenere dalla vendita della casa solo quanto è dovuto con l’obbligo di restituire al consumatore la parte in eccedenza. La vendita quindi comporta l’estinzione del debito anche qualora il valore dell’immobile risulti inferiore a quello del debito residuo. Contro questa prospettiva non solo le associazioni dei consumatori ma anche parte della politica si oppone. Le motivazioni sono diverse. Aldilà dei troppi “regali alle banche” da parte del Governo, dei quali ultimamente siamo stati “impotenti spettatori” , ci sono anche motivazioni reali: primo fra tutti l’esclusione del filtro del giudice, ovvero la vendita dell’immobile avverrà solo attraverso la banca e senza passare dal giudice. Il consumatore così avrà meno tutele essendo in tutto e per tutto assoggettato, anche dal punto di vista psicologico, al volere delle banche. In un momento di crisi e disoccupazione dilagante un provvedimento di questo tipo fornirebbe un canale preferenziale alle acquisizioni di immobili da parte delle banche. Non si tiene conto neanche dell’anzianità del mutuo stipulato, laddove dovrebbero essere previste maggiori garanzie quando un mutuo sia stato estinto oltre una certa soglia tra il 40 e il 50% per esempio o sia un mutuo per la prima casa. Dovrebbe esserci maggior tutela prevedendo un organismo terzo, anche lo stesso filtro del giudice, e il divieto di pignoramento in caso di prima casa. Per chi abbia pagato il mutuo regolarmente per anni e si trovasse di colpo ad avere dei problemi di solidità non dovrebbe scattare la trappola della vendita. Ecco perché le associazioni di consumatori, tra cui Lega Consumatori Lazio, sono fortemente interessate all’argomento. La casa è sempre stata un bene primario per il risparmiatore e consumatore italiano. Questi interventi minacciano la nostra idea di stabilità, e sono sintomatiche di un momento di difficoltà del Governo.   

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