Nuova multa per Google: 1,49 miliardi per il programma Adsense

Ancora una sanzione pesante da parte dell’Antitrust Europeo ai danni di Google. La terza in pochi mesi.
Questa volta la multa riguarda il programma AdSense e la posizione dominante del colosso americano sul mercato dell’intermediazione pubblicitaria nei motori di ricerca.

Con il sistema di inserzioni automatiche (Adsense for Search), infatti, Google opera come intermediario tra gli inserzionisti e i proprietari di siti web che ospitano sulle loro pagine gli spazi pubblicitari. In base alle ricerche effettuate dall’utente sul sito, appaiono determinate inserzioni.
Secondo la Commissione Europea, tuttavia, il programma Adsense “ha danneggiato la concorrenza e i consumatori e soffocato l’innovazione”
In particolare vengono contestate a “Big G” le clausole, previste nei contratti pubblicitari, che impediscono ai siti web che utilizzano Adsense di ospitare pubblicità, collegate alle ricerche, provenienti da siti concorrenti di Google.

L’ammenda inflitta di 1,49 miliardi di euro, ovvero l’1,29% del fatturato Google nel 2018.Secondo quanto spiegato dalla Commissaria responsabile per la concorrenza dell’Antitrust europeo Margrethe Vestager “Tale condotta illegale si è protratta per oltre 10 anni, negando ad altre società la possibilità di competere sulla base dei meriti e di innovare e ai consumatori di godere dei vantaggi della concorrenza”.
Secondo le verifiche fatte dall’organo di controllo, inizialmente (dal 2006) nei contratti stipulati da Big G con i publisher (i siti web che aderiscono al programma Adsense) erano presenti delle clausole di esclusiva: non si potevano, quindi, mostrare sulle pagine dei risultati di ricerca annunci pubblicitari collegati alla ricerca dei concorrenti.

Successivamente (a partire dal 2009) le clausole di esclusiva furono sostituite con quelle “posizionamento premium”: ovvero i siti web dovevano lasciare lo spazio più redditizio sulle pagine dei risultati di ricerca agli annunci di Google e prevedere un numero minimo di annunci di Google.
Infine sono state apposte altri vincoli con i quali si doveva avere il permesso scritto di Google per cambiare il modo in cui erano mostrati i messaggi pubblicitari dei concorrenti.

Sulla multa ricevuta dall’Antitrust si è espresso Kent Walker, SVP Global Affairs di Google:
“Abbiamo già introdotto una serie di cambiamenti ai nostri prodotti per rispondere alle preoccupazioni della Commissione. Nei prossimi mesi, introdurremo ulteriori aggiornamenti per incrementare la visibilità dei nostri concorrenti in Europa. Siamo sempre stati d’accordo sul fatto che mercati sani e prosperi siano nell’interesse di tutti”