Un assegno di 150 euro per i figli fino al 26esimo anno di età

L’11 maggio la Presidenza del Forum delle associazioni familiari, di cui anche la Lega Consumatori fa parte, ha lanciato a tutte le forze politiche italiane la proposta di un assegno di 150 euro per ogni figlio fino al 26esimo anno di età indipendentemente dal ceto sociale e dall’Isee, come avviene in quasi tutti i paesi europei.

Oggi la realtà sociale tiene conto degli assegni familiari solo per i lavoratori dipendenti, ne sono totalmente esclusi gli autonomi.

Fra l’altro i mutamenti del mercato del lavoro e l’emergere di professioni nuove non più connotate dalla lunga durata, ma dalla temporaneità, non fanno altro che confermare l’urgenza di una riforma degli interventi di politiche familiari nel segno della universalità e della incisività. Le misure spot hanno fatto il loro tempo e non risolvo alcun problema.

La necessità di una riforma radicale è estremamente urgente per un paese in cui la natalità diminuisce di anno in anno.

Nel 2018 il saldo tra i deceduti e i nuovi nati è negativo per un numero pari a 200.00 (2017 – 191.000 nati; 2018 – 187.000 nati). È come se perdessimo ogni città come Reggio Emilia. Se a questo aggiungiamo che dall’Italia nel 2017 se ne sono andati 285000 cittadini in gran parte giovani diplomati e laureati che non trovavano occupazioni adeguate e anche a pensionati perché la loro pensione in Italia non gli consente una vita dignitosa come negli altri paesi d’Europa a parità di risorse, la situazione risulta drammatica.

Alla presentazione della proposta “Un assegno x figlio”, pur non essendo argomento specifico della campagna elettorale per l’Europa per le elezioni del 26 maggio 2019, erano presenti l’On Di Maio, Vice Presidente del Consiglio e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, l’On Durigon Sottosegretario all’Economia, On. Mara Carfagna Vicepresidente del Parlamento Italiano, On. Rampelli Vicepresidente Parlamento, On. De Micheli Vicesegretaria del Pd.

Tutti si sono dichiarati d’accordo sull’idea di un assegno universale, facendo altresì riferimento alle problematiche del lavoro femminile, alla parità nel mondo del lavoro, ad una necessaria maggiore tutela della maternità e di altrettanti servizi adeguati per le famiglie, quali gli asili nido, le mense scolastiche, i libri ecc.

In particolare il Ministro Di Maio ha fatto presente che c’è 1 miliardo a disposizione per interventi sulla natalità e la costituzione, entro la fine del mese, di una Commissione dedicata costituita presso il Ministero dello Sviluppo Economico con i rappresentanti del Governo, dell’opposizione e delle associazioni, perché la natalità è un problema di interesse comune, poiché ne vale del nostro paese.

Pino Bendandi
Presidente di Lega Consumatori Regione Lazio